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Info Milano

Simboli della città di Milano conosciuti in tutto il mondo.

Storia di Milano.-

Milano fu fondata da Belloveso nel 600 AC, capo della tribù celtica degli Insubri. Il nome deriva da Mediolanum, controversa è origine di quest`ultimo, sulla quale sono state avanzate alcune ipotesi.

Intorno al 286 d.C, venne scelta come residenza dall`imperatore romano d´Occidente Massimiliano e fu in questo periodo che le maggiori opere furono costruite: l`anfiteatro (nei pressi di via Arena), il foro (piazza San Sepolcro), le sedici colonne corinzie della Basilica di San Lorenzo ed una maestosa cinta muraria di cui, ai giorni nostri, rimangono visibili una torre poligonale, la Porta Ticinensis al Carrobbio ed un tratto fortificato al Monastero Maggiore.

Durante la dominazione viscontea, sotto il profilo architettonico, si afferma lo stile gotico, nel 1386 inizia la costruzione del Duomo e numerosi artisti giungono a Milano arricchendo il patrimonio artistico e culturale della città. Con Francesco Sforza si costruiscono grandi opere come il Castello Sforzesco e l´Ospedale Maggiore, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria della Passione ed i maggiori artisti del tempo (tra cui Leonardo da Vinci e Bramante) danno nuovo slancio allo sviluppo artistico della città.

veduta di milano


Il Duomo
.-

Il Duomo di Milano, monumento simbolo del capoluogo lombardo, è dedicato a Santa Maria Nascente ed è situato nell`omonima piazza nel centro della città. È una tra le più celebri e complesse costruzioni gotiche del mondo.

Fu patrocinata dal vescovo Antonio da Saluzzo e iniziò nel 1386. Alla direzione della “fabbrica” furono chiamati diversi architetti che, per volere di Galeazzo Visconti, utilizzarono il marmo di Condoglia fatto arrivare lungo i navigli.
Consacrato nel 1418, restò incompleto fino a quando Napoleone, che vi si incoronò re d’Italia, fece aggiungere le guglie in facciata.
Le oltre 3500 statue che animano l’imponente mole del Duomo raffigurano santi, animali, mostri, tipici del repertorio figurativo medievale.
L’interno è solenne e austero ed è suddiviso in cinque navate divise da 52 piloni massicci, i cui capitelli sono ornati di statue.
Le cinque porte furono realizzate tra il 1840 e il 1965: la centrale narra la vita della Vergine ed è di Ludovico Pogliaghi.
La salita alle terrazze offre uno splendido panorama sulla città e la visione da vicino del tiburio e della guglia Carelli, la più antica, eretta nel 1397-1404.

 

duomo_milano

Teatro alla Scala.-

Progettato dall’architetto Giuseppe Piermarini e inaugurato nel 1778, il Teatro alla Scala è sito nell’omonima piazza nel centro di Milano. Di aspetto austero e rigoroso all’esterno, svela al suo interno preziose decorazioni e ricchi arredi, con quattro ordini di palchi, due gallerie, un’ampia platea e un vasto palcoscenico.

Il Teatro alla Scala di Milano è tra i più famosi teatri del mondo, sito in una delle piazze storiche della città, Piazza della Scala, dalla quale prende il nome. La piazza a sua volta prende il nome dalla Chiesa di Santa Maria della Scala, eretta nel 1381 e demolita nel 1778 proprio per fare spazio al teatro.
Il programma delle stagioni teatrali è composto da opere liriche, balletti e concerti di musica classica.


teatro alla Scala Milano


Stadio San Siro

Lo stadio di San Siro è stato costruito nel 1925 per volontà di Piero Pirelli, l’allora presidente del Milan. Fino al 1935 rimane lo stadio di proprietà rossonera, solo dopo la prima guerra mondiale passa al comune di Milano, diventando dalla stagione 1947/48 anche l'impianto ufficiale dell'Inter, che sino ad allora giocava nell'Arena Civica.
Il tempio del calcio milanese è stato ristrutturato più volte: la prima nel 1935 con le curve di raccordo del primo anello, successivamente nel 1955 con la costruzione del secondo anello e più di recente, in occasione dei mondiali del 1990, con la costruzione del terzo anello, la copertura parziale delle tribune, un nuovo impianto di illuminazione e un sistema di riscaldamento del manto erboso.

CURIOSITA' - Lo stadio è noto principalmente con il nome di San Siro per via del quartiere milanese nel quale è stato costruito. Dal 1980 fu intitolato a Giuseppe Meazza, storico calciatore dell’Inter. I tifosi, soprattutto quelli milanisti, dati i trascorsi prevalentemente neroazzurri di Meazza, continuano tuttavia a chiamarlo San Siro.
Ospita quasi 86 mila spettatori e durante la stagione estiva è sede di eventi musicali di alto livello.

Stadio Meazza - San Siro


L'expo del 2015 a Milano.-

Milano con l’Expo del 2015 vuole mettersi al servizio della crescita del Paese, vuole essere la prima ambasciatrice dell’Italia nel mondo.
Milano e il suo territorio sono il candidato ideale, in Italia e nel mondo, per l’Expo 2015 perché:

  • sono al centro di un’area con quasi 10 milioni di abitanti, come Londra o Parigi.
  • producono il 10% del PIL nazionale, un livello pari a Bruxelles o Madrid.
  • hanno un reddito pro-capite che è quasi il doppio di quello nazionale e un tasso di disoccupazione che è la metà di quello italiano.
  • registrano il 40% dei nuovi brevetti d’innovazione, la produzione annuale di Boston.
  • vendono annualmente 10milioni di biglietti per spettacoli d’arte, musica, cinema, in linea, a pari abitanti, con Berlino, Amsterdam, Barcellona.
  • sono la sede di 650 show-room di moda, in competizione con Parigi e New York.
  • sono la capitale italiana del volontariato e del terzo settore

Vista in termini Europei, l’intera area metropolitana milanese è paragonabile a quella di Londra o di Parigi. La cosiddetta Città Regione diMilano conta infatti circa 9.3milioni di abitanti.
L’area di tale Città Regione è agli stessi livelli dei Combined Statistical Areas degli Stati Uniti.
Situata nel cuore della pianura della Lombardia, regione più abitata e sviluppata, Milano è la principale città del nord Italia.

L'expo del 2015 a Milano

milano Expo 2015

Galleria Vittorio Emanuele II.-

La Galleria Vittorio Emanuele II di Milano è un passaggio coperto che collega piazza della Scala e piazza Duomo tra loro e con due vie perpendicolari ad esse. Fu progettata dall`architetto Giuseppe Mengoni e realizzata a partire dal 1865 in uno stile eclettico, con grottesche, cariatidi, lunette e lesene, tipico della seconda metà dell`Ottocento milanese.

In Galleria hanno sede numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi oltre che famosi caffè e ristoranti, da qualche anno compagni anche di una nota catena di fast food. È considerata, con Via Montenapoleone e Via della Spiga, una delle sedi dello shopping di lusso meneghino.

Fra gli altri luoghi di particolare interesse si segnalano:

* Castello Sforzesco

Le vicende del Castello
Il grande Castello, insieme al Duomo il monumento oggi più caro ai Milanesi, è stato per secoli protagonista di dolorose vicende, divenendo agli occhi dei cittadini un odioso simbolo del potere esercitato dai Signori di Milano o dai dominatori stranieri. Solamente nel Novecento ha assunto l'aspetto rassicurante di un luogo di cultura, destinato a custodire le testimonianze dell'arte lombarda. Il suo nome riporta al XV secolo, all'epoca di Francesco Sforza, che lo volle ricostruire a partire dal 1450, ma l'origine del Castello è più antica: sorse infatti per volere di Galeazzo II Visconti nella seconda metà del Trecento.


* Palazzo Reale

Il Palazzo Reale di Milano, sede del governo della città per molti secoli è oggi un'importante centro culturale, sede di mostre ed esposizioni.

Originariamente progettato con un sistema di due cortili, poi parzialmente demoliti per lasciare spazio al duomo, il palazzo è situato alla destra della facciata del duomo in posizione opposta rispetto alla Galleria Vittorio Emanuele II. La facciata del palazzo, seguendo la linea dell'antico cortile, forma una rientranza rispetto a piazza del duomo, chiamata piazzetta reale.

Di particolare importanza è da ricordare la Sala delle Cariatidi al piano nobile del palazzo, occupa il luogo dell'antico teatro bruciato nel 1776 ed è il solo ambiente sopravvissuto al pesante bombardamento del 1943 quando, però, perse gli interni neoclassici.

* Galleria D'arte Moderna

La Galleria d’Arte Moderna nata nel 1921 in Villa Reale a Milano dal 2004 ha ridefinito la propria identità di
Museo dell’Ottocento.


* Pinanoteca di Brera

Pinacoteca di Brera è collocata nell'omonimo palazzo, dove trovano sede anche altre istituzioni culturali, quali la Biblioteca, l'Osservatorio Astronomico, l'Orto Botanico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l'Accademia di Belle Arti.

La Pinacoteca di Brera è il principale museo d'arte di Milano, uno dei più importanti del mondo per le sue prestigiose raccolte di pittura antica e moderna. L'itinerario di visita prende avvio con la donazione Jesi, selezionata raccolta di dipinti e sculture d maestri italiani del XX secolo. Segue il settore dedicato ai fondi oro e ai dipinti tra Trecento e Quattrocento con i capolavori di Gentile da Fabriano, di Mantegna, di Giovanni Bellini e di Carpaccio.   Si passa dunque ai vasti saloni napoleonici in cui sono esposte le tele, gi affreschi staccati e le tavole di maggior dimensioni, come la Predica di San Marco in Alessandria di Gentile e Giovanni Bellini, il Ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto, varie opere di Veronese, il polittico di Vincenzo Foppa, la Crocifissione del Bramantino e altri importanti dipinti veneti e lombardi quattro-cinquecenteschi.

* Museo Poldi Pozzoli

L'attributo di "capolavoro" che alcuni dipinti ricevono nel corso della loro vita non sempre è destinato a durare in eterno, e la sorte di molte opere è sottoposta ad alterne fortune, tranne che per alcune, elette "sublimi". Tra queste poche privilegiate si collocano alcuni dipinti della collezione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822- 1879), una delle più rilevanti istituzioni artistiche private europee. Il volume illustra la straordinaria qualità della raccolta che Gian Giacomo Poldi Pezzoli ha consegnato alla città di Milano oltre cento anni fa e che continua ad arricchirsi nel tempo, accompagnando il lettore alla conoscenza delle passioni artistiche di un collezionista d'eccezione.

* Cenacolo Vinciano

L’opera più famosa dell’attività milanese di Leonardo da Vinci è l’Ultima Cena (o Cenacolo), dipinta nel refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie (*) fra il 1495 e il 1497. Il dipinto - famoso in tutto il mondo - è una delle massime espressioni dell’arte rinascimentale e del genio umano, rappresenta una delle opere pittoriche più radicate nell’immaginario collettivo, ma non ha avuto vita facile. Una delle cause del suo deperimento è attribuita all'intenzione di Leonardo di sperimentare nuove tecniche. Leonardo, infatti, non usa qui la tecnica dell’affresco, ma olio e tempera su diversi strati di preparazione, perché il “buon fresco” non gli avrebbe permesso i tempi lunghi necessari all’elaborazione artistica. Ai primi segnali di deperimento del 1518, altri ben più gravi furono segnalati nel 1547. Visti i danni che già cominciavano ad intaccane seriamente l’integrità, l'Ultima Cena fu riprodotta nel Seicento dal Vespino, su richiesta del cardinale Federico Borromeo (la copia è conservata nella Pinacoteca Ambrosiana, ma il tempo ne ha alterato profondamente i colori). Nel 1726 si ebbe il primo tentativo di restauro del dipinto originale. L'ode Per la morte di un capolavoro del D'Annunzio (1901) diede il via all'intervento del 1908. Scampato alle distruzioni della seconda guerra mondiale, il dipinto fu ripulito nel 1953. L'ultimo restauro, il settimo, iniziato nel 1977, ha permesso di ridare al mondo il capolavoro di Leonardo, nel suo originale splendore.
L'ultima Cena è illuminata da una luce obliqua che attraversa la mensa, cogliendo il momento drammatico in cui Cristo annuncia che uno dei suoi lo tradirà. Nel paesaggio che s’intravede attraverso le tre porte del fondo, si staglia, al centro, il Cristo, mentre all'intorno gli apostoli aggruppati in vario modo di gestire, manifestano la loro emozione.

 
 

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